Molti di voi assoceranno il nome a Rolex usati e da collezione Milano ad alcuni tra i più bei libri di orologeria mai scritti, altri lo ricorderanno mentre con grande nonchalance apriva il fondello di un Rolex Split-Seconds Cronograph (ref. 4133) – uno dei dodici esemplari al mondo – con un coltellino da formaggio, nel corso di una storica intervista per HODINKEE. Auro è prima di tutto un vero gentiluomo, nonché uno dei più grandi collezionisti di orologi da polso al mondo. Dotato di gusto raffinato e grande intuito, la sua collezione è il risultato di una passione smisurata, unita a una impressionante attività di archivio e ricerca che lo porta persino a collezionare libri e cataloghi dagli anni ’70 ad oggi. Lo abbiamo incontrato in una tranquilla giornata emiliana, dove Auro ci ha accolto con al polso un bellissimo IWC Compass color verde oliva, ref. 3510, disegnato 40anni fa da Ferdinand “Butzi” Porsche, di cui mi sono innamorato! Domanda di rito, qual è stato il tuo primo orologio? Il mio primo orologio me lo regalò mio padre in occasione della prima comunione. Era un Omega Seamaster Calendar, che era già Vintage perché prodotto nel 1957, con cassa laminata in acciaio. Poi arrivò un Hamilton Pulsar “Tiffany” per i miei 18 anni. Dopo cominciai ad acquistare Rolex, Universal Geneve, Movado

Così presi la macchina, andai a Ginevra e capii cos’era Patek Philippe. Allora non c’erano libri, pertanto si faceva esperienza sul campo. Il primo libro di orologi è uscito nel 1983/1984 e fu WatchTime, americano, per poi arrivare in Italia a “Le ore d’oro” prodotto da un grande commerciante e collezionista. So esserti un grande collezionista di cataloghi tra cui spicca un raro libro commissionato da J.P. Morgan..Certo, per imparare e per capire com’erano gli orologi ho una bella collezione di cataloghi dagli anni ’80 in poi. Il libro a cui fai riferimento l’ho acquistato presso una casa d’aste e fu appunto commissionato da John Pierpont Morgan, banchiere miliardario statunitense, che costruì una collezione di orologi molto bella dal 1’600 al 1’800 e si fece redigere questo catalogo con tutte le fotografie degli orologi colorate a mano. Si tratta di un’edizione molto rara, la prima, prodotta in solo 15 copie. Dato che il collezionismo è una sorta di follia, un fuoco, quale è il motivo più profondo dietro all’orologio da polso? Prima di tutto l’orologio è il miglior collezionismo portatile. Non esiste altro collezionismo portatile. Inoltre è un prodotto che si vende ancora oggi nei negozi.
Una volta aveva una funzione molto importante, adesso è un oggetto da esibire: l’ora si guarda sul proprio smartphone. In più è un oggetto che piace ancora ai giovani…Qual è stato il tuo primo approccio all’orologeria e come hai iniziato ad appassionarti? Molto semplicemente, a 20 anni seguivo i miei genitori, che erano collezionisti d’arte, nei vari mercati ed esposizioni di antiquariato in giro per l’Europa… mi annoiavo anche. Così mio padre mi suggerì di seguire gli orologi da polso dal momento che, vista la crisi legata all’introduzione del quarzo, molti di questi si potevano acquistare a cifre interessanti, parlo di Rolex, Patek Philippe a qualche centinaia di migliaia di Lire. Stiamo parlando del ’78. Com’era il mercato dell’orologeria in quegli anni?